Analisi del sangue: il protidogramma

Guida informativa

L’elettroforesi del siero, detta anche protidogramma, è un’analisi di laboratorio che si fa effettuando un semplice prelievo di sangue. Leggi anche esami del sangue. Rientra tra gli esami richiesti dal medico ai fini diagnostici, e rappresenta spesso un esame di routine. Per effettuare il prelievo è necessario un digiuno di 12 ore, inoltre è raccomandato di interrompere i farmaci (dove possibile), qualora venissero assunti, anche se essi non interferiscono con gli esiti. L’esame può essere richiesto anche per valutare la composizione quali / quantitativa proteica di altri liquidi biologici, come le urine e il liquido cerebrospinale.

Cosa è il protidogramma

Esso permette di separare ed identificare le proteine del siero, che sono divise in 5 gruppi:

  • Albumina: rappresenta la quota proteica in maggior quantità del siero. Viene prodotta dal fegato, ed ha diverse funzioni. Questa proteina è fondamentale per l’equilibrio idrico dell’organismo, intervenendo nella regolazione della pressione osmotica. Essa impedisce ai liquidi all’interno dei vasi di fuoriuscire; inoltre, trasporta attraverso il sangue gli ormoni e sostanze come la biluribina, oltreché i principi attivi dei farmaci.
  • Le Alfa-1 e 2 globuline. Sono proteine cellulari che assumuno la funzione di trasportare alcune sostanze, come gli ormoni ed i lipidi.
  • Le Beta-globuline. Hanno anch’esse funzione di trasporto delle sostanze presenti nel sangue. Tra queste ritroviamo la transferrina, che trasporta il ferro.
  • Le Gamma-globuline. Costituiscono una frazione proteica molto importante, in quanto rappresentano gli anticorpi.

Come mai ci viene richiesto dal medico

Questo esame è utile ai medici per la valutazione della funzionalità epatica, per individuare infiammazioni o infezioni. In alcuni casi servono a diagnosticare anche malattie gravi, come il mieloma multiplo. Ma non occorre spaventarsi, perchè il medico può richiederlo tra gli esami di routine. Esso ci dà informazione sull’assetto proteico del plasma (parte liquida del sangue) e sulla capacità di sintesi proteica del fegato.

I dati del protidogramma

Ogni laboratorio ha i suoi valori di riferimento, indicati in percentuale ed in grammi per decilitro di sangue. Normalmente, sui referti verranno indicati dei range di normalità, in cui devono trovarsi le varie frazioni proteiche.

Albumina

Un aumento percentuale e in grammi (rispetto ai valori indicati sul referto) dell’albumina non ha solitamente nessuna rilevanza per il medico. In questo caso, le altre frazioni proteiche individuate con il protidogramma appariranno ridotte, per differenza.

Nel caso si verifichi una percentuale di albumina ridotta, non accompagnata da una riduzione della quantità, vuol dire che le altre proteine si sono ridotte. Spetta al medico un approfondimento diagnostico, potrebbe trattarsi di un semplice processo infiammatorio o di altre patologie.

Una diminuzione dell’albumina, sia in percentuale sia in quantità, potrebbe essere da ascrivere ad un’alterazione della funzionalità epatica. Il medico, in questo caso, dovrà approfondire.

Alfa-1-globuline e Alfa-2-globuline

Una diminuzione percentuale, o della sua quantità, non ha solitamente nessun significato clinico.

Se quantità o percentuali aumentano, questo potrebbe essere indice di un processo infiammatorio o infettivo in atto.

Beta globuline

Una diminuzione percentuale, o della sua quantità, non ha solitamente nessun significato clinico all’analisi dei referti del protidogramma.

Se aumentano quantità o percentuale, rispetto ai valori compresi nel range di riferimento, questo dato potrebbe essere indicativo di anemia. Infatti, tra le beta globuline, si trova la transferrina, che subisce un aumento quando i valori di ferro sono bassi.

Gamma globuline

Una riduzione della sua quantità o percentuale può essere indicativa di una riduzione della produzione anticorpale. Solitamente può indicare al diagnostico clinico un’assenza di stimoli (batteri) e quindi un buono stato di salute. Nel caso in cui vi sia un aumento in percentuale o in quantità, si hanno due possibili situazioni:

  • Si parla di malattia policlonale se l’aumento riguarda tutte le tipologie anticorpali. Questo si riscontra nelle infiammazioni acute e croniche, o in caso di infezioni in corso
  • Si parla di malattia monoclonale quando alcune cellule, “impazzendo”, producono un solo tipo di anticorpi. In questo caso, un’attenta valutazione clinica è fondamentale. Potrebbe trattarsi di una gammapatia monoclonale benigna (molto frequente) o di patologie più rare e preoccupanti, come il mieloma multiplo. Nel primo caso, tale alterazione può essere associata a malattie infettive o croniche, e può risolversi spontaneamente. Risulta comunque fondamentale, anche nel caso di tali processi benigni, tenerli sotto controllo. Occorre ricordare che, in caso di sospetta banda monoclonale, il laboratorio, sullo stesso campione, effettua una immuno elettroforesi sia sul siero che sulle urine, in modo da confermare o meno il sospetto della presenza delle gammaglobuline anomale.

Questa guida sul protidogramma ha solo fine informativo, e non si sostituisce alla valutazione clinica-diagnostica del medico.